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Umidità Meteorica

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L’umidità meteorica o umidità di infiltrazione è prevalentemente causata da guasti alle coperture o per inadeguato funzionamento dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche. La pioggia penetra facilmente nei materiali porosi infradiciando porzioni anche consistenti di muratura. Attraverso i tetti, spesso deformati per dissesto o degradazione delle strutture portanti (in legno) oppure per fatiscenza dei manti di copertura (tegole rotte, mancanti o sconnesse per azioni del vento o di volatili), le infiltrazioni d’acqua provocano infradiciamento di intere sezioni murarie. L’umidità di infiltrazione si può manifestare con macchiature sia in zone limitate della costruzione, sia in modo diffuso sulle superfici esterne.

L’acqua piovana bagna la superficie poi si asciuga per evaporazione, per prevenire la comparsa di macchie di umidità occorrono perciò prodotti idrorepellenti e traspiranti per non fare entrare l’acqua e far uscire il vapore.

Diagnostica e Prevenzione: come affrontare l’umidità di infiltrazione

L‘indagine preventiva riveste un ruolo fondamentale, perchè si concentra sullo scopo e indirizza le scelte successive. La prima difficoltà da superare nell’intervento correttivo sta nell’identificare il tipo di intervento più adatto, con l’uso di strumentazioni e l’osservazione sistematica del fenomeno, il rapporto causa effetto tra l’umidità e il degrado, visibile e non visibile. L’obiettivo è quello di scegliere gli interventi più opportuni, bilanciando la relazione costi-benefici, sempre nel rispetto del rapporto causa-effetto. Senza dubbio l’interpretazione dei dati raccolti, nonché la scelta delle indagini preventive più indicate, richiedono capacità ed esperienza professionale notevoli, per evitare innanzi tutto di praticare esami costosi e/o superflui per una corretta diagnosi, oppure di disporre di una grande quantità di dati, che però non stabiliscono tra loro relazioni significative.

Per una corretta diagnosi è dunque indispensabile raccogliere dati strumentali che verifichino scientificamente i fenomeni di degrado. Attraverso l’impiego di speciali e moderne apparecchiature è possibile rilevare in tempo reale la distribuzione dei valori di umidità e delle temperature nelle pareti. Tali dati consentono una diagnosi iniziale corretta, sufficiente per escludere interventi errati, come ad esempio l’impiego di materiali non compatibili o di metodi eccessivamente invasivi.

Cause dell’umidità meteorica o di infiltrazione

Causa estrinseca dell’umidità meteorica

La causa estrinseca dipende principalmente dall’azione del vento e dall’atmosfera; il vento trasporta pioggia e polveri che vengono distribuite in modo disomogeneo sulle superfici esposte. Inoltre il vento, incrementando l’evaporazione superficiale, accelera i fenomeni di trasporto salino (efflorescenze). L’accumulo di materiali estranei quali polvere, terriccio e guano determina questa forma di alterazione.

La perdita di aderenza tra intonaco e supporto può essere sia spontanea, con caduta del materiale sotto forma di polvere, e sia dovuta alla presenza di umidità nella muratura, con conseguente formazione di sali (efflorescenze, subefflorescenze) sulla superficie esterna del manufatto o in corrispondenza tra il primo ed il secondo strato di intonaco.

Cause da distacco

Soluzione di continuità tra strati superficiali del materiale sia tra loro che rispetto al substrato; prelude, in genere, la caduta degli strati stessi. Il termine si usa in particolare per gli intonaci e per i mosaici. Nel caso di materiali lapidei naturali le parti distaccate assumono forme specifiche in funzione delle caratteristiche strutturali e tessiturali e si preferiscono allora voci quali crosta, scagliatura, esfoliazione.

  • Efflorescenza
    Sulla superfice colpita si presentano sostanze (in genere di colore biancastro) dall’aspetto di cristalli o polvere o minuscoli filamenti. La formazione di cristalli può avvenire anche all’interno della superficie colpita (muro, soffitto, pavimento, ecc), provocando spesso il distacco degli starti superficiali. Si parla in questi casi di cripto eflorescenza o sub-efflorescenza. L’umidità meteorica è una delle cause che influenza questa alterazione. L’azione del vento può rafforzare i danni causati dall’umidità di risalita capillare, accelerando l’evaporazione superficiale dell’acqua.
  • Erosione
    Asportazione di materiale dalla superficie dovuta a processi di natura diversa. Quando sono note le cause di degrado, possono essere utilizzati anche termini come erosione per abrasione o erosione per corrosione (cause meccaniche), erosione per corrosione (cause chimiche e biologiche), erosione per usura (cause antropiche).
  • Esfoliazione
    Degradazione che si manifesta con sollevamento seguito da distacco, di uno o più sottili strati superficiali paralleli tra loro, da cui sfoglia. Le singole sfoglie hanno spessore uniforme, generalmente dell’ordine di qualche millimetro. Sono costituite da materiale sia apparentemente integro che alterato. Le cause di questa forma di degrado sono sicuramente legate alla presenza dell’acqua. Gli agenti atmosferici (acque meteoriche) e fattori climatici, contribuiscono dapprima al distacco, poi al sollevamento degli strati superficiali dal supporto. I sali solubili o il gelo possono agire nelle microfratture prodotte da sbalzi termici o da lavorazioni, creando sia esfoliazioni che scagliature.
  • Fratturazione o Fessurazione
    Degrado che si manifesta con la formazione di crepe nel materiale e che può essere un sintomo dello spostamento riciproco delle parti. Le cause che possono determinare questa forma di degrado, sono una scorretto posizionamento delle parti in murratura, le piogge, il vento, le radiazioni solari, la gelività. Queste sono tutte cause che in tempi più o meno lunghi possono determinare il degrado del materiale. Altra causa è da ricercarsi nel fenomeno della dilatazione termica differenziata, il fenomeno cioè dovuto a una differente dilatezianoe di due materiali vicini che comporta rotture, rigonfiamenti o fessurazioni. Le fessure danno l’avvio a ulteriori e più vasti fenomeni di degrado con alterazioni fisiche, chimiche e biologiche.
  • Incrostazione
    Deposito stratiforme, compatto e generalmente aderente al substrato, composto da sostanze inorganiche o da strutture di natura biologica. Si definisce concrezione quando il deposito è sviluppato preferenzialmente in una sola direzione non coincidente con la superficie lapidea e assume forma stalattitica o stalagmitica. Su intonaci, l’incrostazione è spesso dovuta a ricristallizzazione del carbonato di calcio del substrato, preventivamente disciolto da acque ricche di acido carbonico.
  • Macchia
    Variazione cromatica localizzata della superficie correlata sia alla presenza di determinati componenti naturali del materiale (concentrazione di pirite nei marmi) sia alla presenza di materiale estraneo (acqua, prodotti di ossidazione di materiali metallici, sostanze organiche, vernici, microrganismi).
  • Mancanza
    Caduta o perdita di parti. Il termine generico si usa quando tale forma di degradazione non è descrivibile con altre voci del lessico. Nel caso particolare degli intonaci dipinti si adopera di preferenza lacuna. Una delle principali cause che determina la seguente forma di alterazione, è la presenza dell’acqua meteorica che genera umidità da infiltrazione dovuta o a guasti delle coperture o per inadeguato funzionamento dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche; la pioggia penetra facilmente nei materiali porosi infradiciando porzioni anche consistenti di muratura.
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